giovedì 26 settembre 2013

Buon compleanno Android - Un viaggio dal passato ad oggi

Sono passati 5 anni da quella che sarebbe stata considerata una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche dell'ultimo ventennio.
5 anni fa venne lanciato l'HTC Dream, il primo dispositivo con a bordo Android che fece conoscere Android al mondo con ben 1 milione di dispositivi venduti nei soli USA. A quel tempo l'azienda era già stata acquistata da Google e la OHA, la Open Handset Alliance (un accordo tra diverse aziende correlate in qualche modo all'industria mobile, come operatori telefonici e produttori di componenti hardware con a capo Google stessa) aveva la sua influenza in merito e cooperava nello sviluppo del primo sistema operativo mobile open source della storia. Le più grandi case tecnologiche con rinomati nomi come HTC, Samsung, Sony, LG erano affiancati da nomi di aziende leader nella produzione di semiconduttori, quali Intel, ARM, Nvidia, Broadcom. Il tutto era contornato da colossi nel campo del software come Google ed E-bay, sorretti, nel lato della comunicazione, da Vodafone, T-Mobile, Telefonica, Telecom, China Mobile e tanti altri. 
Insomma, i presupposti per rivoluzionare la storia c'erano tutti e così fu. HTC Dream fu solo la prima pedina nello scacchiere di Google ad essere posta per giungere al dominio nel campo mobile grazie ad Android Petit Four, la versione 1.1 del robottino verde. 

Piccola peculiarità di Android è stata chiamare ogni versione con un nome relativo al campo dolciario, ad oggi ancora in voga.


Una seconda, piccola rivoluzione si ebbe con Android 1.5 Cupcake che introduceva il concetto di tastiera virtuale con il primo dispositivo che portava con sé questa caratteristica, l'HTC Magic, mentre l'HTC Dream montava ancora una tastiera QWERTY fisica standard. Erano già presenti quelle che ora sono conosciute come GApps, ancora ai loro stadi primordiali ed erano a disposizione dell'utente ben 35 applicazioni. Ma divenne chiara l'impostazione che avrebbe voluto dare il colosso di Mountain View  solo quando rilasciò la prima versione dell'Android Development Kit. Era l'inizio di un'era di collaborazione aperta a tutti, lontana dagli standard che avevano preimposto altri sistemi operativi mobili chiusi, stantii e per nulla rivoluzionari. Era l'inizio del sistema operativo inteso come ecosistema. 

Android 2.0 Eclair segna un passaggio fondamentale con l'introduzione dell'aspetto social di Facebook e Twitter ed il perfezionamento di alcuni aspetti tecnici fondamentali, come l'accorpamento delle API (application programming interface) del bluetooth (ancora assente nelle primissime versioni), il miglioramento del multitouch e della fotocamera, nonché, dal lato software, l'utilizzo di Google Maps come sistema di navigazione GPS. Eclair, col suo dispositivo di punta, il Motorola Droid, fa esplodere l'Android mania a tal punto che anche la vendita di sistemi GPS a sé stanti crolla. È l'inizio di un'incessante ricerca della perfezione con continui rilasci volti a migliorare l'interfaccia e la funzionalità di un sistema operativo innovativo.

Android 2.2 Froyo segna la nascita del primo dispositivo della serie Nexus, il Nexus One per l'appunto. Froyo porta con sé diverse ottimizzazioni rispetto ad Eclair, la più importante è sicuramente il compilatore Dalvik JIT ed il Java Engine V8 che riescono nella strabiliante impresa di migliorare le prestazioni del sistema operativo (fonti non accertate dicono fino a 7 volte più performante). Viene migliorato anche il sistema di collegamento tra smartphone e computer grazie alle modalità di tethering e all'installazione di app di terze parti direttamente dal pc. Inoltre l'Android market si aggiorna dando la possibilità di aggiornare automaticamente le app, cosa che era permessa solo in modalità manuale.

Android si va facendo grande.


A fine 2010 viene presentata una delle versioni più diffuse di sempre del robottino verde, Android 2.3 Gingerbread. Viene annunciato in pompa magna come la versione più veloce e completa, con già un gran numero di app disponibili sul Market, supporto migliorato al compilatore JIT, introduzione del NFC (Near Field Communication), rivisitazione della tastiera per migliorare la funzione copy/paste ed introduzione delle OpenGL, driver video che supportano il maniera migliorata le app videoludiche ed il rendering 3D. Il Samsung Galaxy S II equipaggia questa versione del sistema operativo (la 2.3.4) ed anche grazie alle novità introdotte "sotto il cofano" di Android, lo rendono uno dei dispositivi di punta più diffusi di sempre. Nasce anche un altro dispositivo firmato Google e Samsung, il Nexus S, con Gingerbread incorporato.

Android 3.0 HoneyComb segna il punto di distacco tra il "vecchio Android" ed il "nuovo Android", reso possibile da diverse caratteristiche hardware e software: innanzitutto i dispositivi sono ora più potenti, la maggior parte sono dual-core, equipaggiano più RAM ed hanno schermi più ampi e fluidi. Dal lato software viene migliorato il multitasking (l'utilizzo di più processi allo stesso momento) grazie anche alla maggiore quantità di RAM di cui sopra, viene introdotto lo stile Holo, uno stile più minimale, tendente al nero con riflessi e luci neon. Ma Honeycomb segna uno dei più controversi passaggi della storia del sistema operativo di Google: infatti viene pensato solo per tablet e non viene rilasciato il codice sorgente, cosa che ne limita ampiamente la diffusione.

Siamo, comunque, nell'era Holo di Android.


Il 19 ottobre 2011 viene presentato Android 4.0 Ice Cream Sandwich, ovvero l'interpretazione Holo di Android anche per gli smartphone (e non solo per i tablet). Viene stravolta tutta l'interfaccia grafica, viene detto addio al 3D per qualcosa di più minimale e "piatto", ma mai banale e sempre accattivante. Viene anche introdotto un concetto fondamentale che renderà Android il sistema operativo mobile numero 1 al mondo, il Project Butter (letteralmente il progetto burro), ossia la ricerca di snellimento del codice in modo da adattarsi all'hardware (e non il contrario) per far sì di non incappare nella ricerca disperata di un miglioramento hardware per supportare versioni più nuove dell'androide. È un concetto rivoluzionario, inusuale rispetto a come, altri colossi del software avevano abituato l'utenza. Le notifiche possono essere gestite singolarmente, viene introdotto il concetto di cartella e la lockscreen abbandona l'essenza statica per essere più personalizzabile ed interattiva con l'introduzione di shortcuts. Il browser viene rivisto e potenziato, integrando anche la funzione di visualizzazione delle pagine desktop. L'interazione coi social viene totalmente rivoluzionata ed immessa ad ogni angolo del sistema operativo. Adesso è possibile scattare foto e condividerle istantaneamente sui social network. Ma non solo, Google pensa anche alle persone disabili migliorando le funzioni di accessibilità. Viene presentato al pubblico un altro dispositivo Nexus, ancora una volta in collaborazione con Samsung, il Galaxy Nexus con a bordo ICS.


A novembre 2012 vengono rilasciati i primi dispositivi con a bordo Android 4.x Jelly Bean (si avranno ben 3 versioni di questa versione, 4.1, 4.2 e 4.3), una rivisitazione di ICS con diversi miglioramenti. I punti di forza di questo major update divenuto a sé stante sono senza dubbio la prosecuzione del concetto del project butter: abbiamo quindi un sistema operativo snello, veloce, performante ed intrigante. 
Il bluetooth viene ripensato per ottenere un audio qualitativamente migliore e viene introdotto il supporto a diversi codec affinché anche il lato multimediale venga coperto con sufficiente margine di supporto. Con Android 4.2 fa la sua comparsa il Nexus 4 ennesima ottima collaborazione di Google con una delle socie della OHA, stavolta la LG, che introduce, a sua volta la Photosphere, una modalità panoramica multipla della fotocamera che permette di scattare fotografie composte da diverse foto.
Jelly Bean 4.3 introduce una delle più importanti caratteristiche, ossia il supporto nativo per OpenGL 3, un set di librerie che va a migliorare la qualità grafica dell'immagine.
Grazie all'hardware sempre più potente ed alla leggerezza del sistema operativo, è possibile pensare a più utenti sullo stesso dispositivo, per cui nasce il multiaccount anche per dispositivi mobili e con Android 4.3 vengono introdotte le relative restrizioni per il parental control. 
Nasce anche una linea di tablet Nexus, il Nexus 7 in collaborazione con Asus, il Nexus 10 ancora in collaborazione con Samsung ed il Nexus 7 2013 con la partnership di Asus. 

Siamo al limite del dominio: vengono attivati 1,5 milioni di dispositivi Android ogni giorno con la previsione di arrivare a 2 milioni entro il 2014. Sul Market, ripensato in Play Store ed integrato anche con la versione web, ci sono più di un miliardo di applicazioni ed è una cifra in continuo aumento. Android frutta in un trimestre circa 14 miliardi di dollari ed anche questa è una cifra in aumento (del 20% rispetto al trimestre precedente).
È Android mania, è il sistema operativo mobile più diffuso al mondo e, oltre ad essere già completo di suo, con la sua essenza open source consente ad i cuochi di ROM di creare la propria versione di Android, cosa che allarga il mercato ancora di più e lo rende maggiormente affascinante. 


Il 14 ottobre 2013 sarà la volta di una nuova versione di Android, la 4.4 in collaborazione con Nestlé con nome in codice KitKat. È trapelato, ad oggi, ben poco di quello che sarà Android con questa nuova versione, ma non possiamo che aspettarci il meglio per i nostri dispositivi, visto come ci ha abituato Google.
Abbiamo ripercorso gli ultimi 5 anni di Android, quelli che definiamo "pubblici", ma Android Inc. la startup dalla quale è nata la rivoluzione, è nata diversi anni prima di quel 23 settembre 2008, ma questo è un capitolo che tratterò più avanti. Per adesso mi limito ad augurare ad Android Buon compleanno e a ringraziare per tutto quello che ha portato alle nostre vite quotidiane.